Consigli ai pazienti

Pubblicato il 6 ottobre 2012

Condotta da seguire dopo un intervento al ginocchio

La riabilitazione dopo l’intervento accompagna il paziente nel naturale iter di guarigione, ottimizzando le risorse dell’individuo. I tempi di recupero sono dettati dalla biologia, con alcune variazioni individuali. E’ opportuno dedicare alla riabilitazione del tempo ogni giorno

Gli obbiettivi iniziali sono il recupero dell’escursione articolare e il mantenimento del tono muscolare, in maniera compatibile con le necessità di protezione differenti per ogni tipo di intervento. In seguito occorre potenziare la forza muscolare, recuperare la coordinazione motoria e migliorare lo schema del cammino. Infine si eseguono esercizi atti a riportare l’individuo a compiere correttamente alcuni particolari attività, quali un gesto atletico o una particolare abilità lavorativa.

 

La deambulazione

La deambulazione può avvenire in carico o in scarico. Per deambulazione in carico si intende camminare mettendo completamente il peso del corpo sull’arto operato. Per scarico si intende camminare senza appoggiare il piede a terra o semplicemente prendendo contatto con il piede sul terreno senza trasferire su di esso il peso del corpo. La deambulazione in scarico si ottiene camminando con due stampelle o con un girello.

Come utilizzare le stampelle: si portano avanti le stampelle (su cui si trasferisce il peso) e con esse l’arto operato che non dovrà essere caricato; quindi l’arto sano prende contatto con il terreno e ad esso si trasferisce il peso.

Per un carico parziale si utilizzano comunque due stampelle, caricando solo in parte il peso del corpo sull’arto operato; in alternativa, si utilizza una sola stampella portata al lato opposto rispetto all’arto operato.

 

Le scale

Come salire le scale: i gradini si salgono portando avanti prima l’arto sano poi le stampelle ed infine recuperando l’arto operato.

Scendere le scale: si portano in avanti prima le stampelle e l’arto operato, quindi si scende con l’arto sano.

 

Esercizi di articolarità attiva di caviglia

In posizione supina eseguire delle flesso estensioni della caviglia per 5 minuti. Il movimento deve essere fluido e non affaticare.

 

Esercizi di articolarità passiva del ginocchio

Seduti su un tavolo alto (in modo da non toccare terra con i piedi), sostenere l’arto operato con quello sano e lasciare flettere lentamente il ginocchio operato fino al limite della flessione. Utilizzando sempre l’arto sano come sostegno, riportare il ginocchio in posizione estesa.

Ripetere per una decina di volte.

 

Esercizi di contrazione muscolare isometrica

In posizione supina sollevare l’arto operato esteso dal piano del letto e mantenerlo sospeso per alcuni secondi. Ripetere per una decina di volte.

In alternativa, sempre a ginocchio esteso, posizionare un cuscino sotto il ginocchio e, mantenendo il tallone appoggiato al piano del letto, cercare di schiacciare il cuscino verso il piano d’appoggio, estendendo l’articolazione del ginocchio.

 

Esercizi per il recupero dell’estensione

In posizione supina posizionare un cuscino sotto il tallone in modo che il ginocchio non sia appoggiato e rilassare l’arto lasciando che il ginocchio si estenda.

In alternativa, sdraiarsi in posizione prona su un letto ed arretrare portando la gamba al di fuori del sostegno e lasciare che il ginocchio si estenda lentamente.

 

Consigli utili per la rieducazione funzionale nei casi di

sindrome femoro – rotulea

Modificare alcune abitudini di vita

Evitare la posizione prolungata e gli sforzi a ginocchio flesso

Evitare  di restare a lungo seduti su sedili bassi o scomodi

Non assumere posizioni scomposte con le ginocchia flesse durante il lavoro, lo studio o nel tempo libero

Se possibile, evitare di salire e scendere ripetutamente le scale

In montagna, evitare le lunghe camminate in discesa.

Evitare o limitare gli sport che prevedono il salto quale gesto atletico prevalente (pallavolo, pallacanestro, step, alcuni esercizi di aerobica).

 

Esercizi di stretching per gli arti inferiori

E’ importante che vengano eseguiti con assiduità, se possibile tutti i giorni, anche se per poco tempo (è sufficiente un quarto d’ora)

Seduti a terra a ginocchio esteso: scorrere con entrambe le mani lungo la gamba cercando di afferrare la caviglia o la punta del piede. Si avvertirà una sensazione di stiramento lungo la muscolatura posteriore della coscia e della gamba.

Seduti a terra: flettere il ginocchio da esercitare (tenendo stesa l’altra gamba) e appoggiare il piede all’esterno della coscia opposta, spostare il ginocchio lateralmente con la mano o il gomito, stirando la muscolatura laterale (tensore fascia lata).

In piedi di fronte ad una parete: stendere all’indietro l’arto da esercitare e appoggiare al muro l’arto opposto a ginocchio flesso; tenendo le piante dei piedi saldamente a contatto con i piani d’appoggio, avanzare lentamente in avanti il baricentro stirando la muscolatura posteriore del polpaccio (tricipite surale).

In piedi, afferrare dietro la schiena la caviglia della gamba da esercitare, mantenendosi in equilibrio sull’arto opposto; tirare la caviglia verso l’alto, stirando la muscolatura anteriore della coscia (quadricipite femorale).

 

Esercizi di rinforzo della muscolatura della coscia

Concentrarsi soprattutto sul muscolo vasto mediale, dapprima con esercizi esclusivamente isometrici a corpo libero, inizialmente senza pesi. In seguito, sarà possibile aumentare il carico utilizzando una cavigliera con un peso da mezzo chilogrammo.

In posizione supina: sollevare in posizione estesa l’arto da esercitare dal piano del letto e mantenerlo sospeso per alcuni secondi. Ripetere per una decina di volte. Per esercitare prevalentemente il vasto mediale, tenere il piede ruotato verso l’esterno durante la fase di sospensione.

In alternativa, posizionare un cuscino sotto il ginocchio e, mantenendo il tallone appoggiato sul piano, schiacciare il cuscino verso il basso, estendendo l’articolazione del ginocchio.

Col passare del tempo, sarà possibile introdurre esercizi con le macchine (es. leg extension) avendo cura di non eccedere con lo sforzo per non sovraccaricare l’articolazione.

 

Cyclette o bicicletta

Occorre regolare con attenzione la distanza tra sellino e pedale, evitando di flettere eccessivamente il ginocchio durante la pedalata. E’ consigliabile iniziare con una resistenza molto bassa e aumentare il carico progressivamente.

Nuoto

E’ utile praticarlo regolarmente, ad esempio una volta alla settimana o ogni 15 giorni. Inizialmente è opportuno evitare lo stile a rana e privilegiare stile libero e dorso; oppure semplicemente esercitare le gambe sostenendosi con una tavoletta. In seguito sarà possibile usare le pinne per aumentare il lavoro.

 

 

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